Articolo: Come nasce una collezione LGM: il processo creativo de La Gallina Matta
Come nasce una collezione LGM: il processo creativo de La Gallina Matta
Ci chiedono spesso come nasca un prodotto de La Gallina Matta. La verità è che non esiste una formula precisa, né un percorso sempre uguale a sé stesso. Ogni collezione prende forma da un’intuizione, da un frammento osservato quasi per caso, da un viaggio, da un dettaglio notato attraversando una strada, da un’immagine rimasta impressa nella memoria o da qualcosa che, in un istante, smette di essere ciò che è per diventare qualcos’altro.
È da lì che inizia tutto: da un’idea che ancora non ha contorni definiti, ma che porta già con sé una direzione. Poi comincia la ricerca. Di linee, di equilibrio, di sapore. Di quella sensazione che il disegno dovrà restituire una volta trasformato in oggetto. È un passaggio delicato, fatto di ascolto e di messa a fuoco, perché non si tratta solo di immaginare un motivo decorativo, ma di intuire la sua identità, il suo carattere, il suo posto all’interno dell’universo LGM.

L’idea creativa alla base di ogni collezione LGM
Ogni collezione nasce da un gesto creativo della fondatrice e direttrice creativa Claudia, che individua un tema e inizia a svilupparlo fino a trasformarlo in una decorazione, una forma, un dettaglio narrativo. L’ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa: un viaggio, un museo, una conversazione, un film, un paesaggio, oppure un frammento quotidiano che all’improvviso accende qualcosa.
In questa fase tutto è ancora aperto. L’idea si muove tra memoria e immaginazione, tra osservazione e desiderio, e proprio in questa indeterminatezza trova la sua forza. Non c’è un percorso lineare, ma una serie di scarti, tentativi, associazioni che portano lentamente alla definizione del primo segno.
Dalla suggestione al primo schizzo
Il primo schizzo è spesso il punto in cui l’intuizione comincia a prendere corpo. Può nascere su un foglio, su un tovagliolo, oppure direttamente sul computer. È un passaggio ancora istintivo, quasi privato, che solo chi conosce da vicino il processo creativo riesce a leggere davvero. Ma in quel tratto iniziale c’è già tutto: l’idea di movimento, la ricerca di una certa leggerezza, la volontà di dare a un segno una funzione e una presenza precise.
Il disegno e lo sviluppo prodotto
Dallo schizzo si passa al disegno vero e proprio. È una fase lunga, fatta di ore al computer, di definizioni progressive, di correzioni minime ma decisive. Il disegno viene pulito, ripensato, reso più leggibile, più coerente, più adatto a diventare un ricamo. Qui entrano in gioco la precisione tecnica e la sensibilità estetica, perché il file deve restituire esattamente l’effetto desiderato: leggerezza, profondità, movimento, essenzialità oppure ricchezza decorativa.
Questo è uno dei momenti più delicati: il disegno non deve solo essere bello da vedere, ma deve anche funzionare nella sua futura traduzione materiale. Deve quindi dialogare con i limiti tecnici della produzione senza perdere la sua identità originaria.

Dal file creativo al file tecnico
Una volta definito, il disegno viene trasformato in un file vettoriale e poi adattato a un programma tecnico, dove vengono impostati tutti gli elementi necessari per la realizzazione in sartoria. È una fase altamente specializzata, che richiede precisione, pazienza e continui controlli.
Qui il segno creativo incontra la macchina, ma non in modo freddo o automatico. Al contrario, il file tecnico è il ponte tra l’idea e il prodotto finale: deve essere chiaro, pulito e corretto, perché sarà quello a guidare l’esecuzione del ricamo. Ogni dettaglio conta, e spesso sono proprio le micro-correzioni a determinare la qualità complessiva del risultato.
La scelta dei colori e dei filati
Quando il file è pronto, si passa alla sartoria per il primo campione. È qui che la collezione comincia davvero a prendere vita. In questa fase vengono scelti i colori dei filati, sempre in coerenza con l’idea iniziale e con l’atmosfera che si vuole ottenere.
La scelta cromatica non è mai accessoria: è parte sostanziale del progetto. I colori definiscono il tono della collezione, la sua temperatura emotiva, il modo in cui il disegno verrà percepito una volta applicato al tessuto. Per questo, ogni abbinamento viene valutato con attenzione, osservando come il ricamo interagisce con il fondo, con la luce e con il resto della proposta LGM.

Il primo campione di ricamo
Il campione è un momento decisivo, perché restituisce per la prima volta un’idea concreta di ciò che fino a quel punto era esistito solo come progetto. Viene osservato sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista della resa tecnica: la forma, i colori, il rapporto tra disegno e materia, la chiarezza del motivo, la sua durata visiva.
Non sempre il primo campione è quello definitivo. Anzi, molto spesso è solo l’inizio di una serie di revisioni. Possono essere necessarie modifiche ai colori, alla lavorazione, ai dettagli del ricamo o alla struttura complessiva del pezzo. Ogni nuova versione avvicina la collezione alla sua forma compiuta.
Revisione del campione e sviluppo della collezione
Il processo può prevedere più passaggi, perché il primo risultato non è quasi mai il punto di arrivo, ma una tappa intermedia. In alcuni casi il campione funziona subito, in altri occorre ripartire, rileggere il disegno, cambiare un filato, alleggerire un tratto, correggere una proporzione, verificare un bordo o una finitura.
È un lavoro che richiede tempo e attenzione, ma anche una certa disponibilità all’ascolto: dell’oggetto, del tessuto, del ricamo, della materia stessa. Ogni modifica non è una correzione astratta, ma una ricerca di equilibrio tra idea e risultato.
Quando il prodotto LGM prende forma
Una volta raggiunto un esito soddisfacente, si procede con l’approvazione interna del modello finale. Da quel momento la collezione può essere avviata alla produzione e, successivamente, sviluppata anche in varianti colore. È spesso in questa fase che il disegno iniziale mostra tutta la sua versatilità, rivelando nuove possibilità espressive pur restando fedele alla sua origine.
Il lavoro della sartoria LGM
Il passaggio in sartoria è essenziale, perché è qui che il progetto incontra la materia viva. Le sarte lavorano sul campione, osservano, rifiniscono, controllano, sistemano. Il file tecnico viene portato alla macchina, ma prima e dopo c’è sempre il loro occhio esperto, capace di intervenire sui dettagli e di trasformare un buon risultato in uno eccellente.

Il ricamo, una volta eseguito, viene poi rifinito a mano. È in questa fase che emerge tutta la sapienza artigianale de La Gallina Matta: le forbici che puliscono i fili, le mani che alleggeriscono il disegno, l’ago che aggiunge un punto dove serve, il controllo finale, la fiamma che elimina gli ultimi residui. Ogni gesto contribuisce a dare al prodotto una finitura impeccabile e una presenza autentica.
La precisione del gesto manuale
Nessun prodotto è davvero finito senza il lavoro delle mani. Sottobicchieri, tovagliette, tovaglioli, tovaglie: ogni pezzo viene rifinito con la stessa attenzione, perché la qualità finale nasce dall’incontro tra progettazione, tecnica e cura manuale. È qui che la collezione acquista la sua identità più vera.

L’armonia della collezione LGM
Ma il lavoro non si conclude con il singolo prodotto. Ogni elemento deve poi dialogare con gli altri, perché una collezione LGM non è mai la somma di pezzi isolati, bensì un sistema armonico di colori, contrasti, materiali e atmosfere. Per questo si ricomincia a giocare con gli abbinamenti, a osservare i tessuti accanto ai piatti, alle superfici, agli oggetti della casa, immaginando ambienti e tavole in cui il prodotto possa vivere davvero.
Questa fase di composizione è fondamentale quanto le precedenti, perché consente di capire se il prodotto funziona non solo in sé, ma nel mondo che intorno a sé costruisce. È un ultimo passaggio di messa a fuoco, in cui anche il ferro da stiro, nelle mani delle sarte, diventa strumento di perfezione.
Per raccontare questa visione, il sito LGM mette al centro non solo i singoli pezzi, ma anche il loro contesto: la Biancheria da tavola, le Collezioni e soprattutto Le nostre tavole, dove ogni prodotto trova la sua dimensione più naturale, all’interno di un racconto fatto di colori, materiali e accostamenti.

Una collezione che diventa racconto
Alla fine di questo percorso, ciò che nasce non è soltanto un oggetto, ma una storia. Una collezione LGM è il risultato di un processo lungo, complesso e profondamente condiviso, in cui l’idea iniziale di Claudia attraversa il disegno, il colore, il campione, la sartoria, la rifinitura e la composizione finale.
È un lavoro che unisce creatività e tecnica, intuizione e precisione, visione e mestiere. Ed è proprio in questo equilibrio che si riconosce l’identità de La Gallina Matta: nella capacità di trasformare un’ispirazione in una presenza concreta, bella da vedere, piacevole da usare e capace di abitare la tavola con grazia.

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